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Dipartimento di Prevenzione: il nuovo assetto organizzativofreccia indietro Indietro

18-06-2008

Dott. Antonio Brino, veterinario 54 anni, direttore del Dipartimento di Prevenzione ULSS7Nei mesi di aprile e maggio 2008 il Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS7 ha subito una “piccola rivoluzione”. Infatti a seguito della riconferma come Direttore Sanitario del dott. Sandro Cinquetti avvenuta all’inizio dell’anno e la nomina della dott.ssa Paola Paludetti a Direttore del Distretto Sud, la direzione dell’ULSS7 ha dovuto “ripensare” l’assetto dirigenziale del dipartimento.
  
 
Al “timone” del Dipartimento di Prevenzione è stato nominato il dott. Antonio Brino, veterinario di 54 anni, già responsabile del Servizio veterinario sanità animale e igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche.
 
Il Servizio igiene e sanità pubblica è stato affidato alla dott.ssa Tiziana Menegon, medico, in attesa di espletare le procedure di selezione per il conferimento di un incarico di struttura complessa. Cambierà anche il responsabile del Servizio igiene degli alimenti e nutrizione: prenderà il posto del dott. Roberto Mazzer, in pensione dall’inizio di quest’anno, la dott.ssa Rita De Noni, attualmente responsabile del Servizio di educazione e promozione alla salute, che invece passerà al dott. Franco Moretto.
  
Conservano le precedenti apicalità il Servizio veterinario e igiene degli alimenti di origine animale e il Servizio di medicina legale, rispettivamente diretti dal dott. Claudio Bernardi e dal dott. Gianpietro Bazzo.
 
Abbiamo chiesto al dott. Brino quali sono gli obiettivi per il futuro: “ Mantenere gli elevati standard raggiunti fino ad oggi – sottolinea il direttore. Gli screening ad esempio, mammografico, citologico e del colon retto. Sono una delle attività d’eccellenza della nostra ULSS, riconosciute a livello regionale e nazionale. Potenzierò sicuramente la sinergia tra i vari servizi del Dipartimento. L’integrazione tra i servizi è fondamentale per migliorare gli stili di vita della popolazione e diminuire i fattori di rischio delle malattie”.
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