Titolo sezione - Notizie e comunicazioni

Comunicazione per la salute

Vaccinazione contro il papilloma virusfreccia indietro Indietro

  
  
Il tumore del collo dell’utero è una malattia che ancora oggi, in Italia, colpisce migliaia di donne, tanto da essere la seconda causa di morte per cancro (dopo quello del seno) tra le giovani donne (15-44 anni).
 
Fortunatamente il Pap test, eseguito ogni 3 anni a partire dall’età di 25 anni (e offerto gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale) consente, nella maggior parte dei casi, di individuare e trattare le alterazioni che precedono l’insorgenza di questa patologia.
 
            Si tratta del primo tumore riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come riconducibile ad una infezione. E’, infatti, causato dal virus del papilloma umano (Human papilloma virus, HPV), che è un virus estremamente diffuso, tanto che circa il 70 % della popolazione ne viene in contatto nel corso della vita. Molto spesso, tuttavia, viene eliminato spontaneamente dal sistema immunitario (nel 70 % dei casi entro tre anni dall’infezione). Di questo virus sono stati identificati oltre 120 genotipi che infettano l’uomo, un terzo circa dei quali è associato in entrambi i sessi a patologie dell’apparato genitale, sia benigne che maligne, tra le quali anche i condilomi acuminati, meno gravi, ma molto diffusi.
 
            Contro questo virus è da poco disponibile un vaccino che, secondo le indicazioni del Ministero della Salute, verrà offerto attivamente e gratuitamente, dai servizi vaccinali delle Aziende ULSS, alle adolescenti al 12° anno di vita, fascia di popolazione che maggiormente ne può beneficiare in quanto la vaccinazione eseguita prima dell’inizio dell’attività sessuale ha una maggiore efficacia preventiva. Nel corso del 2008 saranno vaccinate le adolescenti nate nel 1996.
 
            Il vaccino contiene solo il rivestimento esterno del virus e pertanto, in nessun modo, può causare infezione o malattia. E’ somministrato in tre dosi, la seconda e la terza, a distanza, rispettivamente, di due e sei mesi dalla prima dose, per iniezione intramuscolare nel deltoide (parte alta del braccio). Solo raramente può dare reazioni, come la comparsa di dolore, gonfiore, rossore nella sede di iniezione o qualche linea di febbre di breve durata.
 
            Il vaccino si è dimostrato efficace anche nei soggetti tra i 13 e 26 anni. Per questa popolazione, la vaccinazione potrà essere somministrata su richiesta e previo pagamento della quota stabilita dal Tariffario regionale.   
   

 

bottom info box